Tania BARRALE

Tania Barrale è nata a Palermo nel 1970. Dopo studi magistrali e artistici si diploma presso l'Accademia di Belle Arti di Palermo. Partecipa a numerose collettive in Italia e all'estero dal '95 ad oggi, tra le quali: Nel 1996 Galleria Civica di Trapani; Galleria dell'Accademia di Agrigento;all'ex convento di San Francesco di Sciacca;1997 ex Convento del Carmine, Marsala; 1999 congresso degli Artisti, Castel Gandolfo, Roma; 2000 galleria d'arte "L'Altro" , Palermo; S.Maria dello Spasimo,Palermo; Associaciò Cultural La Nau Ivanow,Bercelona; 2001 Gemellaggio Culturale Internazionale: Palermo - Amsterdam;Osterio Magno, Cefalù.2000-2001 personali in Coven Garden, Londra. La sua pittura è stata accostata,dai critici, ad un neoinformale;i dipinti esprimono un vigore e una volontà che evade da ogni riferimento tradizionale, nel diverso uso dei colori e dei materiali che lo esprimono.Dalle pennellate vigorose e piene di passione,sembra di sentire la forza del suo occhio e l'energia delle sue mani che combinano e costruiscono ricostruendoli i colori, i dettagli, i frammenti, fino a ricomporre la totalità. Tutto ciò che si costruisce può frantumarsi, ma dai "Frantumi", dalle "Strutture" riemergono melodie diverse e quindi una sempre diversa "Unità", collegata, collegabile da simboli "cordiali", da metafore di unioni e di legami, da corde che ridefiniscono il cuore della persona e dell'esistenza, da comunicazioni che intersecano doni e difese, protezioni e solidarietà, morte e vita insieme, come conclusione di ciò che è e come ipotizzazione di ciò che non è. Colpisce la trasformazione dell'uso dei colori e dei materiali,reti metalliche,juta,lacci, impasti,fili metallici,supporti lignei,che da trappole divengono prima gabbie scure, macchie nere o "stracci" consumati e martoriati per poi successivamente venire riscoperti e riutilizzati gli stessi materiali ma questa volta in senso diverso.Ciò che sembra rimanere costante in tutte le produzioni è tuttavia l'entusiasmo per ciò che è vivo e ciò che è morto come se tuttavia la morte della vita fosse la vita della morte. I colori sono la vita, legami, intrecci, tutto ciò si ricompone e decompone per ricomporsi nuovamente attraverso un gioco infinito di nessi di legami, connessioni ed eventi e storie. iL TESTO è TRATTO DAI TESTI CRITICI DI: Francesco Carbone, Franco Nocera e Ugo Marchetta.

 

 

 

 

 

 

 

 

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