| Genet
Loulseged
non aveva ancora vent'anni quando dovette scappare in Norvegia. Ad Addis
Abeba le minoranze religiose, come luterani e cattolici, non erano tollerate
dal regime di Menghistu. Rastrellamenti e torture e richieste di delazione
e d'abiura era il trattamento riservato a questo tipo di ribelli contro
lo Stato. Fu grazie all'intervento di forze internazionali, dell'interessamento
di Amnesty International che Genet venne liberata e riuscì a scappare.
In Norvegia Genet è rimasta per oltre 10 anni. Lì, Ha potuto studiare
economia e commercio. Caduto il regime di Menghistu, Genet è tornata in
Etiopia. Ha domandato alla sua gente cosa potesse fare. Le hanno chiesto
scuola per i bambini. Scuola per i bambini di uno Stato dove il grado
di analfabetismo è altissimo, dove a causa delle malattie il 50%della
popolazione ha meno di 20 anni; dove il vaccino per la poliomielite è
arrivato solo 2 anni fa; dove esiste ancora la lebbra e le mosche causano
la cecità a centinaia di persone; dove la prostituzione è diffusissima,
di pari passo con l'AIDS; scuola per dei bambini che non avranno mai un
posto in società; per dei bambini ai quali la guerra con l'Eritrea ha
tolto uno o entrambi i genitori. Genet pensò a un'area dismessa: un prato
con delle capanne di bambù usate dal regime appena caduto per la propaganda
politica. La Kibelè (la circoscrizione) gliene concesse l'uso momentaneo.
Genet cominciò a scrivere agli amici che aveva conosciuto in Norvegia
per cercare aiuto e impiantare una scuola, ma intanto Genet convocò i
bambini: "Cercate tutte le pietre più grosse che trovate qua in giro.
Su quelle ci sederemo." Così cominciarono l'attività didattica. Erano
3 insegnanti e varie decine di bambini. Dalla Norvegia arrivarono le prime
500 corone (circa 650 euro). Non erano molte ma abbastanza da dare una
spinta a continuare e a produrre una prima documentazione sull'attività.
Con questa Genet si recò in Norvegia: una televisione privata cristiana
le aveva richiesto un'intervista. Genet pensò che era una buona occasione
per sensibilizzare l'opinione pubblica di quella parte d'Europa su problemi
così distanti dagli standard europei nella speranza di aiuti per i suoi
bambini. Partì una colletta che in breve portò 36000 corone alla scuola.
Finalmente si poteva pensare all'edificazione di aule. Qui studiano oggi
800 bambini fra i 5 e i 15 anni. La maggior parte di loro sono orfani
di entrambi o almeno di uno dei genitori. Dato il crescente affollamento
dei corsi sono stati istituiti 3 turni di studio tenuti da 34 insegnanti.
Al mattino dalle 8 alle 12.30; al pomeriggio, e alla sera dalle 5 alle
7, per i bambini che lavorano già come lustrascarpe o altro. |