Roberto Bono

Roberto Bono

 

 

Eva Rorandelli

Eva Rorandelli

"Variazione di stati"

Palazzo Riccio di Morana

Via Garibaldi 89 - Trapani

28/08 - 04/09/2002

The ART - The Opening

Variazione di…stati; certo il titolo di questa mostra è piuttosto impegnativo e, se vogliamo, anche ironico, anche perché: di che stati si tratta? Si parla di politica o di materia o, ancora , di condizione? Forse un po’ di tutto questo. Le opere di Roberto Bono, Eva Rorandelli e Haakon Faste, molto diverse nei generi, offrono allo spettatore una visione molto differente per quanto concerne il mondo che ci circonda. Mentre Faste si dedica alla costruzione delle sue opere con l’assemblaggio di materiali eterogenei quali: tubi di gomma, piume, componenti meccanici, i quadri, invece, di Bono e Rorandelli si compongono esclusivamente di colore che, nel primo, invade la tela con grandi macchie delineate e, nella seconda, prende la forma di oggetti. L’idea principale di questa mostra è quella di raccontare, da tre punti di vista differenti, il movimento o comunque il passaggio, la trasformazione. Il cambiamento resta, comunque, fittizio. Una bicicletta (Rorandelli) resta pur sempre tale anche se la si chiama “architettura non-convenzionale” (operazione che non ha nulla a che vedere con le idee surrealiste e con la dissacrazione duchampiana) e delle ali (Faste) che si muovono meccanicamente non hanno nulla a che vedere con il volo; rimangono solo i concetti, ma del resto l’arte non è altro che la rappresentazione di concetti impossibili da concretizzare realmente (forse a questo proposito si sta facendo molto con l’utilizzo delle nuove tecnologie) e che forse sarebbe inutile trasformare in approssimazioni della realtà o in un iperrealismo sterile. Tra i due, le opere della Rorandelli hanno una forte carica comunicativa determinata sia dalla violenza dei colori sia dal modo descrittivo di trattare gli oggetti rappresentati, con un bel modo di trattare il pigmento che ricorda certe pitture appartenenti ad alcuni autori dell’espressionismo tedesco, come per esempio Karl Schmidt-Rottluff. Più accattivante è invece il senso che alla mostra dà Roberto Bono. I suoi “arazzi” sono stati prodotti in più nazioni e ogni variazione cromatica di questi segna il passaggio da un confine all’altro. I quadri di questo artista sono appunti di viaggio, un taccuino nel quale segnare le molteplici impressioni ricevute da terre diverse. In questo artista la contaminazione culturale internazionale è evidente. Egli si lascia contaminare positivamente dalle sollecitazioni percettive che la comunicazione multimediale esercita su ognuno di noi. Vinny Scorsone

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