Salvatore PROVINO

Pulviscolo ……”Le tracciature pittoriche di Provino prendono inizio dalla sua salda esperienza di artista geometrico, della quale non si può non tener conto analizzando le sue opere. Servendosi di colori pulviscolari che raggruppa in forme e disperde nello spazio in un continuo mutare egli agisce quale creatore supremo del suo mondo. Il quadro è la sua creatura perfetta e autonoma data alla luce per far vibrare le corde dell’animo. Astronavi mentali naviganti per galassie sfavillano di luce propria creature leggendarie mutano in continuazione il loro aspetto. In questo mondo, fatto di soffuso silenzio, un sole lontano scandisce i piani irreali di geometrie gassose.

La pittura di questo autore, modernamente mediterraneo che porta dentro sé la cultura e la memoria collettiva di un popolo, tiene in bilico figurazione e astrazione creando apparizioni nuove e al tempo stesso familiari. Provino trasferisce sulla superficie il simbolo e l’essenza del simbolo stesso insita in ognuno di noi. Per questo, quando ci si trova davanti ad un’opera di questo autore non si è respinti, come spesso succede nell’arte contemporanea quando l’immagine rappresentata non rientra nei canoni sensibili e culturali che ci sono propri, perché in realtà quella stessa immagine, anche se camuffata e modificata, viene riconosciuta gradatamente e in maniera inconscia dai nostri sensori mentali, guardiani dei nostri ricordi ancestrali, e tradotta inspiegabilmente nel linguaggio dell’anima attraendo lo spettatore nella dimensione universale della pura essenza delle cose……”. Vinny Scorsone Testo tratto dal catalogo di Salvatore Provino Per la mostra “Superfici gassose” realizzata presso la Galleria Studio 71 di Palermo

 

 

 

Impronta cavaliere

 

 

 

 

 

Sindone

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