Giuseppina RIGGI

LE LINEE DEI SENSI. Il mondo di una donna è assai complesso. Nel suo animo si articolano mille discorsi e convivono certezze e dubbi, tutto e l'esatto contrario di tutto. Tempo fa una pubblicità di un noto profumo recitava più o meno: "sono una complicata donna semplice".Credo che in fondo questa frase porti in se tutte le contraddizioni, paradossalmente non disgiunte da una profonda coerenza, dell'essere femminile. In questo universo fatto di elucubrazioni mentali, sentimenti contrastanti e piena coscienza del proprio potere seduttivo e del proprio corpo, prendono forma le opere di Giuseppina Riggi. Donna sensibile e di forte personalità, ella accoglie in se la creatività artistica coniugandola con il suo Io più profondo. Dentro i suoi lavori c'è un paziente studio delle forme, degli effetti delle loro combinazioni. La sua è un'opera di sezionamento, localizzazione, estrapolazione, studio, semplificazione, elaborazione formale e classificazione delle zone, dei segni, che caratterizzano il nostro corpo al fine di poter creare, successivamente, nuove composizioni. Un puzzle, un lavoro di smontaggio e rimontaggio. Riggi ha "ispezionato" alcune aree del corpo femminile, quelle che normalmente suscitano nell'uomo un aumento di feromoni. Il collo, il seno, la linea dei fianchi, il pube, tutte queste zone sono diventati segni grafici, sinterizzazioni di fremiti, di abissi sensuali; non a caso alcuni suoi cicli portano i titoli di: "campiture erogene" e "intime morfologie". Il suo è un palesare al mondo il suo essere donna, il suo mondo più intimo, al quale si può accedere sono conoscendo la corretta password. In un continuo gioco di vedo-non-vedo si spalancano, all'occhio dello spettatore attento, amplessi turbinosi in cui la sequenza delle emozioni viene sconvolta da una incoscienza orgasmica. E' stato interessante constatare, per me, come l'elaborazione grafica delle due mammelle sia diventata un'ellisse alla quale corrisponde, nello stesso tempo, la forma della vulva e dell'ovulo. La stessa forma, divisa in due parti uguali, dà vita a due spermatozoi divergenti; un po' come dire che il nostro organismo è collegato, in tutte le sue parti, da corrispondenze formali armoniche, le stesse che ci attraggono verso ciò che noi riscontriamo di nostro in chi ci sta davanti. Ovali, spirali, "ics", cerchi, segni veloci, tracciati senza esitazione e a volte accentuati da una maggiore pressione della mano, prendono forma in un susseguirsi di immagini scandite da precise regole compositive. Il discorso non sembra cambiare nel ciclo intitolato "scritture di sensi". Vorrei continuare a precisare che ciò che Giuseppina mette in evidenza non è tanto la capacità di sintetizzare la forma quanto le sensazioni che questa provoca e riceve. Le "lettere o cifre" , come già detto, non sono altro che tratti sensoriali del corpo di una donna e ciò che viene "scritto" nei suoi lavori non è altro che il suo raccontarsi, il narrare, lei donna, l'universo femminile sempre in espansione. I suoi reticolati sono racconti dei suoi pensieri più intimi, delle sue fantasie semplici e complesse al tempo stesso, in cui si muovono direttrici di forza e sensazioni di scrittura. Quella di quest'artista è l'affermazione del suo essere in tutti i campi e fuori dal tempo; dominatrice dello spaio che la circonda; potere fecondante il mondo. I materiali utilizzati sono gli stessi della tradizione: colla animale, gesso dolce, terracotta, pigmenti, legno, grafite, tela, etc.. La gamma dei colori è ridotta e quello che prevale è il blu: lo stesso colore collegato ai liquidi e all'aria, forza dirompente che ha in se il potere generante e distruttore, liquido amniotico apparentemente calmo. Giuseppina Riggi sfrutta la carica latente di questo nobile pigmento, la sua profondità intellettuale. Pacato e dirompente, chiave di accesso a mondi sconfinati, come lo è quello di una donna, il blu viene accostato alla limpidezza e alla luminosità del bianco, all'energia del giallo, al calore del legno e della terracotta. Sono strutture vive quelle di quest'artista sancataldese che da anni si muove nel panorama artistico nazionale, con quadri e istallazioni, riscuotendo consensi sempre crescenti. Ho conosciuto Giuseppina tanti anni fa e il suo modo di porsi mi ha subito conquistata. Perfettamente conscia del suo potere umano e del suo valore di artista ha saputo ritagliarsi uno spazio in questo difficile mondo dell'arte. Una fata dei boschi dagli occhi profondi e sfavillanti con dentro un universo in fieri. Vinny Scorsone

 

 

 

Segni vettoriani - installazione ferro, poliuretano, acrilico - 2000

 

 

 

 

Imene transire - istallazione - 1994

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